Comune di Scandicci

Assessorato alla Cultura

 

e

*

 

Villa di Vico

 

 

presentano

Musica in Villa

xi edizione; 25 giugno-28 luglio 2004

 

Un incontro con l’Arte e con gli Artisti
in un luogo di pregio e di atmosfere naturali

 

Direzione artistica: Daniele Garella

 

Villa di Vico (dimora storica)

via del Lago 26 - San Vincenzo a Torri

 

per informazioni

Ufficio promozione culturale Comune di Scandicci: 055.7591260

Associazione Villa di Vico: 055.769044


Programma

 

Venerdì 25 giugno, ore 21.15

Cantilena Antiqua

Ondas do Mar

canti d’amore nel Mediterraneo del xiii secolo

Stefano Albarello, controtenore e liuto; Gianfranco Russo, viella

Paolo Faddi, flauti e cialamello; Marco Muzzati, salterio e percussioni

 

Mercoledì 30 giugno, ore 21.15

Arabesque

l’esotico nella musica francese

Bettina Hoffman, viola da gamba; Giulia Nuti, clavicembalo

 

Mercoledì 7 luglio, ore 21.15

Der Weg zur Sonate: da Bach a Brahms

Tasmin Waley-Cohen, violino; Gregorio Nardi, pianoforte

 

Lunedì 12 luglio, ore 21.15

Micrologus

Canto Antico

musica in Europa tra Medioevo e Rinascimento

Patrizia Bovi, canto, arpa, tamburello

Adolfo Broegg, oud, guinterna, liuto, vihuela

 

Lunedì 19 luglio, ore 21.15

Neela Bagwat in concert

Colours of Khayal

la poesia dei Santi indiani Bhakti in musica

Neela Bagwat, canto e sitar; Federico Sanesi, tablas

 

 Mercoledì 28 luglio, ore 21.15

Ensamble Osciagh

Canti della Persia mistica

Farzaneh Joorabchi, canto e setar; Sepide Rassadat, canto e setar

Pejman Tadayoun, tar e setar; Mohssen  Kasirossafar, zarb e daf

 

 

 


Venerdì 25 giugno, ore 21.15

 

Cantilena Antiqua

 

presenta

 

Ondas do Mar

canti d’amore nel Mediterraneo del xiii secolo

 

Stefano Albarello, controtenore e liuto

Gianfranco Russo, viella

Paolo Faddi, flauti e cialamello

Marco Muzzati, salterio e percussioni

 

 

La rosa en florese

Tradizione Sefardita

Nawbat gribt l’hsin: mishalija, btayhi

trad. Arabo-Andalusa

De la gençor

Berenguer de Palou

Nawbat l’m’sarki: torchia

trad. Arabo-Andalusa

Ondas do mar

Martin Codax

San’a dary l’m’sarki    

trad. Arabo-Andalusa

Palästina Lied

Walther von der Vogelweide

Man did ei comigo

Martin Codax

Nawbat gribt l’hsin: insiraf

trad. Arabo-Andalusa

Tots temoros     

Berenguer de Palau

Pesheref

trad. Greco-Ottomana

Amuri amuri – Abenamar

trad. Siciliana - Sefardita

Mia yrmana fremosa     

Martin Codax

 


Nel meraviglioso contenitore di profumi e di colori che è il Mediterraneo, la Musica, oltre alle altre arti e scienze, si arricchì della fusione di culture diverse e importanti; così la civiltà cristiana, quella ebraica e quella araba riuscirono sapientemente ad amalgamarsi sia in Spagna sia in altre terre d’Europa come la Sicilia e la Provenza. La poesia di autori galleghi e provenzali, tanto struggente nella sua elementare nostalgia, si intreccia al suono degli strumenti del ricco emirato Omayyade come le melodie andaluse e sefardite si fondono con la tradizione cristiana della Catalogna e della Galizia. I brani presentati nello spettacolo Ondas do Mar mostreranno una tradizione culturale e un tempo storico in cui le dominazioni politiche non ostacolavano gli scambi culturali tra i popoli. Ondas do Mar ci racconta di questo momento magico, del xiii secolo, portandoci in Spagna, in Sicilia, in Grecia e in Turchia. Verranno eseguite composizioni profane e sacre che si mescolano nel rispetto delle diverse etnie e dei diversi credo religiosi facendo scoprire relazioni, impensabili per taluni, che si fanno esempio di pace e di fertili scambi per un mondo, il nostro contemporaneo, spesso oppresso da stravolgimenti e da irriverenze etniche e culturali.

 

L’Ensemble Cantilena Antiqua fondato da Stefano Albarello nel 1987 a Bologna, è formato da musicisti specializzati nell’esecuzione di repertori sacri e profani del Medioevo e del Rinascimento. Il recupero avviene attraverso studi e ricerche sulle fonti musicali, ma anche sulla letteratura e la storia dei periodi e degli argomenti trattati. L’Ensemble è capace di trasformare i propri organici arricchendosi dei contributi di specialisti sia in campo esecutivo sia in ambito teorico.

L’Ensemble utilizza copie di strumenti storici, sui quali approfondisce l’aspetto esecutivo tenendo presente anche i suggerimenti provenienti dalla tradizione musicale viva. L’organico strumentale si differenzia secondo le epoche trattate comprendendo liuti di varia taglia, flauti e bombarde, ghironda, symphonia, vielle, percussioni di varia provenienza, viole da gamba. Per le voci l’organico spazia secondo la polifonia affrontata.

“...La ricerca su cui si basa il nostro lavoro affronta il repertorio antico attraverso l’analisi delle fonti e degli ambienti, cercando un suono possibile e modificando l’organico (sia per le voci, sia per gli strumenti) nel rispetto di esigenze dettate anche dai costumi e tradizioni dei secoli trattati.”

“...I materiali che presentiamo cercano di rappresentare i più diversi ambienti della cultura, proponendo scorci musicali e quindi culturali di un patrimonio importantissimo e necessario per la nostra esistenza.”

“...La conoscenza del passato storico è l’unica solida base sulla quale costruire qualunque tipo di discorso rigorosamente teso al riappropriarsi della tradizione culturale come alla riproposta di quel patrimonio che le età precedenti ci hanno lasciato in eredità.”

L’Ensemble Cantilena Antiqua è presente nei principali Festivals di musica antica italiani ed esteri oltre che in prestigiose rassegne concertistiche e manifestazioni celebrative di rilievo internazionale. Si è esibito tra gli altri in Belgio, Francia, Spagna, Croazia e Slovenia, loro esecuzioni sono state trasmesse da varie emittenti radiofoniche del mondo; hanno inoltre eseguito concerti per la Radio nazionale italiana, belga e croata.


Mercoledì 30 giugno, ore 21.15

 

Bettina Hoffman, viola da gamba

Giulia Nuti, clavicembalo

 

presentano

 

Arabesque

l’esotico nella musica francese

 

 

Jean-Philippe Rameau (1683-1764)
Ouverture - ­Forlane - ­Gigue - Contredanse - Mouvement De Chaconne - Tambourin
da Les Surprises de L¹Amour
trascrizione per viola da gamba e basso di Ludwig Christian Hesse

Jean-Philippe Rameau
Les Sauvages - Les Triolets - L’égyptienne
da Nouvelles Suites de Pièces de Clavecin, Paris, 1728

Louis De Caix D’hervelois (1680-1760)
Prélude - Marche du Czar - La Mandarine - La Bavaroise - La Florentine
dal Second Livre de Pièces de Viole Avec la Basse Continue, Paris, 1719

  intervallo  š


François Couperin (1668-1733)
L’esquise - Les Chinois - Saillie
dal Vingt-Septiéme Ordre, Quatriéme Livre de Pièces De Clavecin, Paris, 1730

Joseph-Nicolas-Pancrace Royer (1705-1755)
Air Tendre de Zaïde -­ Air Pour les Turcs
da Zaïde Reine de Granada
trascrizione per viola da gamba e basso di Ludwig Christian Hesse

Marin Marais (1656-1728)
Marche Persane - L’ameriquaine - L’arabesque - Marche Tartare - La Tartarine
da Suite d’un Gout Etranger, Quatriéme Livre des Pieces de Viole, Paris, 1717



Bettina Hoffmann si è diplomata in violoncello alla Musikhochschule di Mannheim, si è perfezionata in viola da gamba sotto la guida di W. Kuijken. Sia come solista, sia come direttrice dell’Ensemble Modo Antiquo è presente ai maggiori festival europei (Festival d’Ambronay, Holland Festival Oude Muziek Utrecht, Tage Alter Musik Herne, Concertgebouw Amsterdam, Amici della Musica di Firenze, Società del Quartetto di Milano, Festival van Vlaanderen, Europäisches Musikfest Stuttgart, Ambraser Schloßkonzerte Innsbruck, Europäische Festwochen Passau, Regensburger Tage Alter Musik, etc.). È chiamata in veste di solista a prender parte alle produzioni del Teatro alla Scala, del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Orchestra dell’Arena di Verona e dell’Orchestra Regionale della Toscana. Tra la vasta produzione discografica (circa cinquanta Cd per Marc Aurel, Opus111, Tactus, Amadeus, Nuova Era, Adda e altri) sono da ricordare in particolare l’incisione delle sonate per viola da gamba e clavicembalo di J. S. Bach, quella delle opere di Ortiz e Ganassi, e il Cd dedicato a J. Schenck con le suites per viola da gamba e basso continuo dagli Scherzi Musicali op. vi. Nel 1997 e nel 2000, con due incisioni di Modo Antiquo, ha avuto la nomination ai Grammy Awards. È docente di viola da gamba al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza; alla Scuola di Musica di Fiesole insegna viola da gamba e musica d’insieme antica. È autrice del Catalogo della musica solistica per viola da gamba, uscito nel 2001 per la LIM. Ha curato l’edizione dell’opera omnia per violoncello di D. Gabrielli per il Bärenreiter-Verlag, la prima edizione italiana del trattato Regulae Concentuum Partiturae di G. Muffat e l’edizione dell’opera per viola da gamba di S. Ganassi. Recentemente è uscita la sua edizione in facsimile (edizione s.p.e.s./Istituto Italiano A. Vivaldi) e critica (edizione Bärenreiter) delle sonate per violoncello di Vivaldi.

 

Giulia Nuti è nata a Cambridge e cresciuta a Firenze. Ha iniziato i suoi studi alla Scuola di Musica di Fiesole, continuandoli alla Royal Academy of Music di Londra. All’ età di 15 anni è stata ammessa come “Foundation Scholar” al Royal College of Music, studiando clavicembalo, organo e fortepiano; si è laureata col massimo dei voti e la lode, conseguendo i diplomi di Musica Antica e di Clavicembalo, vincendo numerosi premi e concorsi. Al King’s College di Cambridge ha svolto una ricerca sul basso continuo nell’Italia del Sei-Settecento, ottenendo un Master in musicologia. Ha vinto la prestigiosa Churchill Memorial Fellowship per proseguire i suoi studi, e pubblicherà presso la Scolar Press (Ashgate Publishing) un libro sul basso continuo e sullo stile nell’accompagnamento della musica italiana. Ha suonato con numerosi ensembles in concerti e festivals in tutta Europa. Ha diretto, dal clavicembalo, le opere di Vivaldi Ottone in Villa, Giustino, e Tito Manlio, tutte trasmesse dalla Bbc. Ha inciso con Modo Antiquo, per Amadeus e Tactus, i Concerti Grossi di Corelli , alcuni Cd di Cantate e Concerti di Vivaldi, la Juditha Triumphans, Arsilda e Orlando Furioso per la Wdr. Come solista ha tenuto numerosi recitals a Cambridge, Londra, Bruxelles e Firenze. È direttrice artistica di Cròmata, ensemble specializzato nella musica vocale del Seicento italiano, e ha inciso il Cd Per la Santissima Natività per la Wdr. Dal 1997 al 2000 ha insegnato clavicembalo ed è stata “College Musician” del Queen’s College di Cambridge. Sotto gli auspici del Leverhulme Trust ha svolto ricerche sulla musica cembalistica francese, studiando con F. Haas al Conservatoire Royal de Bruxelles. È docente di clavicembalo e basso continuo alla Scuola di Musica di Fiesole.

 


Mercoledì 7 luglio, ore 21.15

 

 

Tasmin Waley-Cohen, violino

Gregorio Nardi, pianoforte

 

presentano

 

Der Weg zur Sonate

da Bach a Brahms

 

 

 

 

 

F. M. Veracini (1690-1768)

 

Sonata in Mi minore

F. Schubert (1797-1828)

Sonata in La maggiore

 

  intervallo  š

 

J. S. Bach (1685-1750)

 

Sonata n. 1, adagio e fuga (Bwv1001)

J. Brahms (1833-1897)

Sonata n. 2

 


Tasmin Waley-Cohen, nata nel 1986, ha iniziato a suonare il violino all’età di tre anni. Ha studiato con M. Beveschi e attualmente studia con I. Rashkovsky, con il quale proseguirà i suoi studi al Royal College of Music. Ha seguito per diversi anni i corsi della Pro Corda, la principale scuola inglese per giovani musicisti interessati al repertorio di musica da camera, con la quale si è esibita anche nel concerto celebrativo del trentennale della Scuola, presso la Wigmore Hall. Ha partecipato al Bowdoin Summer Music Festival, al Keshet Eilon Mastercourse, al Prussia Cove International Musicians Seminar e all’Academie Internationale de Musique de Montpellier, dove ha suonato con Ruggero Ricci e il quartetto Vermeer. Si è esibita, inoltre, in diversi recitals in Inghilterra e Scozia e ha vinto varie competizioni a Londra, raggiungendo nel 1999 le finali del concorso. Nell’agosto 2003 ha vinto in Germania il Kloster Schoental International, ottenendo il premio speciale per la Classica. È stata finalista per gli strumenti ad arco nell’edizione 2004 del BBC Young Musician of the Year, edizione trasmessa alla televisione e alla radio inglese.

 

Gregorio Nardi è nato a Firenze nel 1964, da una famiglia di artisti e di scrittori. Fino al 1987 i suoi insegnanti furono i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi, un celebre duo pianistico formatosi alle scuole di G. Buonamici, di E. Consolo, di F. Busoni. Dal 1980 ha studiato anche con W. Kempff, del quale è stato l’ultimo allievo, e con T. Diette. Ha seguito i corsi di storia della musica di M. Fabbri; quelli di direzione d’orchestra di F Ferrara; quelli di composizione di L. Zangelmi. I suoi primi successi sono stati ai concorsi internazionali Artur Rubinstein (Tel Aviv, 1983) e Ferenc Liszt (Utrecht, 1986). In seguito, numerosi concerti – trasmessi più volte da radio, televisione e via internet – l’hanno fatto conoscere in tutta Europa. Ha inoltre approfondito la pratica degli strumenti originali ed è stato più volte invitato in Francia e in Italia da P. Herreweghe. La sua prima registrazione (Liszt: Réminiscences des Puritains, Dynamic) è stata scelta da J. Methuen-Campbell (Gramophone, 1990) tra le migliori pubblicazioni dell’anno. Ha inciso per la Phoenix altri due dischi lisztiani (Le Composizioni Religiose per Pianoforte; Vom Tode) e, in prima assoluta, composizioni del giovane Schumann (Fantaisies et Finale; Variations Pathétiques), di Schönberg (A. Schönberg/A. Webern, 17 Frammenti - 5 Composizioni). Nel 1994 ha realizzato un ciclo sulla Storia della Musica per Pianoforte per il Bayerischer Rundfunk. Dallo stesso anno è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale di Santa Cecilia a Crevole (Siena). Ha tenuto Master Classes e letture universitarie in Italia e in Israele; lezioni su Schumann e il Romanticismo (Scuola Normale di Pisa), e su Busoni e i suoi allievi (Ecole Normale Supérieure de Musique a Parigi); conferenze-concerto su A. Savinio (Düsseldorf, 2001; Lenbachhaus a München, 2002) e su A. Böcklin (Basilea, 2001), espressioni del suo vivo interesse per il rapporto tra la musica, le arti visive, la letteratura. L’intento di ampliare il consueto repertorio pianistico lo ha spinto a una intensa ricerca di brani inediti, trascurati o sconosciuti: è stato così il primo interprete dei 17 Fragmente di Schönberg, di brani del 900 storico italiano, di autori contemporanei quali Pousseur e Berio, e di importanti inediti di Schumann (Canoni, 6 Fughe, 6 Walzer, Papillotten, Burle, Variazioni su temi di Weber, di Schubert, di Paganini ecc.), Brahms (2 Canoni, Klavierstücke) e Busoni (Invenzioni, Etüden). Collabora, fino dalla fondazione, con ICAMus (The International Center for American Music) per la diffusione della musica classica americana: la registrazione integrale dei Songs di C. Ives; la prima esecuzione delle versioni inedite della Concord Sonata di Ives; i cicli di Copland, Farwell e Bacon su poesie di E. Dickinson.


Lunedì 12 luglio, ore 21.15

 

Micrologus

 

presenta

 

Canto Antico

Musica in Europa tra Medioevo e Rinascimento

 

Patrizia Bovi, canto, arpa, tamburello

Adolfo Broegg, oud, guinterna, liuto, vihuela

 

 

Cantigas de amigo
di Martin Codax (xiii sec.)

 

- Ondas do mar de Vigo

- Mandid’ ei comigo

- Mia yrmana fremosa

- Ay Deus

- Ay ondas

- Quantas sabedes amar amigo

 

Kharjas
(poemi mozarabici)

 

- Garid bos, ay yermanellas
(Abu-l-Hassanyehuda Ben Semuel Halevi; xii sec.)

- Tanto amar, tanto amar (Yosef Al-Katib; xi sec.)

 

Il Trecento a Firenze

 

- Salterello (danza di anonimo)

- Non so qual' i' mi voglia

(ballata di Lorenzo Masi su testo del Boccaccio)

- Mille merçe amore (ballata di Guglielmo de França)

 

L'Europa del primo Rinascimento

 

- Falla con misuras (bassa danza sul tenor di Spagna)

- Fate d'arera (canzona alla calabresa)

- De touts biens plaine
(canzone strumentale di Alexander Agricola)

- Amor che t'ho fatt'io (strambotto)

- La vida di Colino (canzone a ballo)

 

 

 

 

 

 

 


Patrizia Bovi, nata ad Assisi, ha seguito i corsi di canto al Conservatorio Morlacchi di Perugia e si è specializzata con S. Pezzetti. Parallelamente si è occupata di musica medievale e rinascimentale con l’Ensemble Alia Musica di Milano e seguendo seminari sulla vocalità antica. Interprete di Monteverdi e del repertorio italiano del xvi e xvii sec. canta nel Ballo delle Ingrate, Combattimento di Tancredi e Clorinda, La Dafne di M. da Gagliano, Le musiche sopra l’Euridice di J. Peri, La morte di Orfeo di S. Landi. Nel 1984 è tra i fondatori dell’Ensemble Micrologus, e frequenta i corsi di musicologia a Certaldo, tenuti da F. A. Gallo, A. Ziino, N. Pirrotta, G. Cattin, J Nadas. Nel 1990 entra a far parte del Quartetto Giovanna Marini, e partecipa a tutte le sue creazioni e tournèe. Nel 1997 partecipa alla creazione Il Laudario di Cortona con l’Ensemble Organum diretto da M. Perès. Nel 1998 inizia una collaborazione con D. Fabris sul repertorio delle villanelle napoletane che porterà alla realizzazione di un cd (Napolitane, Opus111) e di uno spettacolo con Pino de Vittorio e i musicisti della Cappella della Pietà de’ Turchini (Diapason d’Oro dell’anno 1999). Nel 1999 con l’Ensemble Micrologus e il Quartetto Giovanna Marini dà vita a un progetto Il Cantico della terra che si concretizza nella realizzazione di uno spettacolo e di un progetto discografico Il canto della Terra (Opus111 Naive). Nel 2000 con l’Ensemble Micrologus realizza la registrazione integrale del Laudario di Cortona. A partire dal 2001 è stata in residenza alla Fondazione Royaumont per la realizzazione di un progetto su A. de la Halle, in collaborazione con l’Università della Sorbona, Saint Denis e l’Università di Napoli, che ha portato all’allestimento del Ieu de Robin et Marion. Nel 2003 è alla Citè de la Musique di Parigi con un nuovo spettacolo sul repertorio iberico del xiii sec. Nostra Donna. Come docente ha messo a punto un metodo d’insegnamento relativo al canto medievale in rapporto alla musica tradizionale, e tiene seminari in Italia e all’estero. Come solista ha collaborato con diversi musicisti e istituzioni partecipando a oltre venti incisioni.

 

Adolfo Broegg si diploma nel 1983 in chitarra classica con C. Carfagna e nello stesso anno si avvicina alla musica antica, studiando liuto rinascimentale con A. Damiani e musicologia con i più importanti musicologi e interpreti medievalisti presso il Centro Studi Ars Nova di Certaldo come in altri corsi di perfezionamento. Inizia così rapporti di studio e di collaborazione con R. Clemencic, M. Collette, D. Vellard, C. Young, J. Nadas, K. von Fischer, A. Ziino, G. Cattin, F. Gallo, N. Pirrotta. Nel 1984 è tra i fondatori dell’Ensemble Micrologus, gruppo per lo studio e l’interpretazione della musica medioevale italiana ed europea. Nel corso della sua intensa attività artistica, il Micrologus ha avuto modo di presentare le proprie ricerche ed interpretazioni in concerti, spettacoli e seminari in Italia e all’estero (Europa, Giappone, Canada) ed ha anche inciso, tra le altre, le colonne sonore dei film Ragazzi fuori di M. Risi e Mediterraneo di G. Salvatores, Premio Oscar 1992. Con l’Ensemble Micrologus Broegg ha registrato sino ad oggi 12 Cd, vincendo diversi premi discografici internazionali e, per due volte, il Diapason d’Or dell’anno. Come solista ha collaborato con diversi musicisti partecipando ad oltre venti incisioni. Nel campo della musica antica, ha svolto inoltre attività seminariale e di formazione e specializzazione, sia come liutista sia come musicologo, presso importanti strutture internazionali, tra le quali la Cité de la Musique di Parigi, il Centro Internazionale di Ricerca sulla Musica Medievale di Royaumont e nell’ambito dei Corsi Internazionali della Fondazione Italiana per la Musica Antica di Urbino.


Lunedì 19 luglio, ore 21.15

 

Neela Bagwat, canto e sitar

Federico Sanesi, tablas

 

presentano

 

Colours of Khayal

la poesia dei Santi indiani Bhakti in musica

 

 

 

 

 

Khayal è la forma più sviluppata di musica classica indiana, e unisce tre elementi, rispettivamente il Raga (ossia la melodia), il Taal (il ritmo) e il testo poetico. Khayal cerca di fondere questi tre elementi in un processo di improvvisazione del canto. In tal modo, è in grado di far nascere un processo creativo nel quale il cantante solista ha occasione di assimilare l’espressività della tradizione con l’intensità della propria personale creatività. Questa è la ragione per cui la musica Khayal è, allo stesso tempo, espressione della tradizione come dei propri sentimenti. Conoscendo profondamente la tradizione Khayal il cantante può produrre quindi delle composizioni legate contemporaneamente alla tradizione e al conteso della propria esistenza. Neela Bhagwat si è a lungo perfezionata nella tradizione Khayal ed ha composto brani basandosi sulle poesie spirituali dei Santi indiani del Medioevo. Nel suo programma presenterà il Khayal tradizionale e i Canti dei Santi. Sarà accompagnata al Tabla da Federico Sanesi, discepolo di Shankar Chatterji, con il quale collabora da cinque anni.


Neela Bhagwat nasce a Puna in India nel 1942. Ha studiato sanscrito, marathi e sociologia all’Università di Bombay. Musicalmente si è formata nello stile Jaipur con T. Tilak, e nello stile Gwailor con S. Arolkar e G. Balaporia. Ha inoltre studiato danza Kathak con L. Maharaj e teatro con S. Dube. Dal 1979 ha tenuto concerti a Bomaby, Pune, Calcutta, Madras, Bangalore, Delhi, Jaipur e molte altre città dell’India. Ha collaborato con A. Sajyeeram ad un programma di musica Hindustani e Carnatic e ha presentato più volte programmi musicali incentrati sulla poesia dei grandi Santi indiani Bhakti. Ha inciso svariati Cd per case discografiche indiane, francesi e inglesi. Sue esecuzioni sono state diffuse dalle maggiori radio e televisioni indiane e asiatiche. Ha inoltre partecipato come cantante ad una lunga serie di film, come Khayal Gatha, diretto da K. Shahni, In the Name of God, diretto da A. Patwardhan, Janmadinam, diretto da S. Josson, con i quali ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Ha inoltre composto colonne sonore per diversi film indiani. Ha tenuto anche corsi di Sociologia della musica in varie università indiane, ed ha condotto workshops indirizzati soprattutto all’infanzia e alle donne. A partire dagli anni 90 ha compiuto tours in Asia ed Europa, ricevendo premi e onorificenze.

 

Federico Sanesi nasce a Milano nel 1963, dove studia percussione in giovane età. Nel 1980 intraprende lo studio delle Tablas con il maestro Shri Sankha Catterjee (Rabindra Bharati University e i.i.m.c. a Berlino e a Venezia). Approfondisce lo studio delle tradizioni percussive indiane studiando Karnataka con il maestro K. P Anilkumar (Kalakshetra Academy, Madras). La sua formazione musicale é volta alla ricerca etnomusicologica ed allo studio delle tradizione extraeuropee: studia Darabuka e tecniche su tamburi a cornice di diversa provenienza. Il suo lavoro di musicista si volge all’integrazione di diverse culture e linguaggi musicali ed extramusicali come teatro, danza, cinema, arti visive e poesia. Svolge un’intensa attività concertistica e discografica sia in Italia, sia all’estero. Insegna Tabla al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Ha collaborato per la musica indiana con: P. H. Chaurasia, B. Kumar Pal, U. N. Khan, V. Mallik, M. Chattopadhyay, A. Catterjee, N. Sala Grau, M. Moglia, M. Tiwari, S. Bandyopadhyay, S. Catterjee, S. Capekar, S. Ghorn, S. Ghosh, N. Bhaghavat, A. Cuni, ecc... Altre collaborazioni importanti: D. Saluzzi, J. Taylor, P. Fresu, A. Salis, R. Sanesi, M. DeVito, P. Dalla Porta, F. di Castri, K. Binder, R. Luppi, F. Grillo, L. Garau, M. Pisati, V. Zitello, E. Favata & Jana, F. Grillo, A. Salis, R. Tesi, S. Namchylak, F. De André, I. Fossati, e molti altri.


 28 luglio, ore 21.15

 
Ensamble Osciagh

 

presenta

 

Canti della Persia mistica

 

Farzaneh Joorabchi, canto e setar

Sepideh Raissadat, canto e setar

Pejman Tadayoun, tar e setar

Mohssen  Kasirossafar, zarb e daf

 

 

Ecco la tradizione millenaria dei suoni e delle poesie che non abbandonano la filosofia mistica persiana (Erfan): una musica che viene tramandata da una generazione ad un’altra, superando la prova del tempo, e che costituisce un valore inestimabile per l’identità culturale dell’Iran. I componenti del gruppo Ensemble Osciagh, uniti dalla passione per la tradizione musicale persiana, propongono, sotto forma di concerto, un repertorio di musiche vocali e strumentali, con il rigore esecutivo ed interpretativo proprio di questa raffinata ed antica espressione artistica.

 

La nostra musica viene dalla lontana Persia, i nostri canti viaggiano nella antica poesia mistica Persiana. Canti d’amore e canti augurali per festeggiare le nozze; lamenti, ninne nanne e canti per la nascita; canti legati alla coltivazione del grano (gole gandom, il fiore del grano). I nostri ritmi festosi percorrono le danze meditative di Daravish. I nostri strumenti musicali raccontano una storia antica di suoni. E i nostri costumi presentano un mondo di colori e di ricami.

 

Il concerto proposto possiede un programma ricco e articolato, capace di coinvolgere lo spettatore: vi si trova il fascino della musica classica persiana, fatto di melodie intime e di canti struggenti provenienti dalle diverse regioni dell’Iran, uniti a vivaci ritmi danzanti modellati sulle composizioni letterarie dei grandi poeti mistici iraniani, in un itinerario che tocca le etnie e le culture di un paese leggendario dall’anima grande e multiforme.

 

 

Farzaneh Joorabchi, cantante e strumentista persiana nata a Teheran, ha studiato la musica classica persiana, perfezionando i suoi studi con i maestri H. Alizadeh e M. Reza Lotfi; si è laureata in Architettura presso l’Università di Firenze. La sua formazione musicale (sia strumentale, sia vocale) è basata tanto sul radif (la musica classica persiana) quanto sulle tradizioni dei popoli di varie regioni dell’Iran (Kurdistan, Khorassan, ecc). Ne deriva una vocalità che sfrutta due tecniche diverse di canto: una, in relazione al radif, usa il tahrir, uno stile di vibrato peculiare della musica persiana, l’altra, in rapporto alla musica popolare, usa il timbro naturale della voce. I testi che essa interpreta, come vuole la


tradizione della musica eseguita, sono tratti dalla poesia mistica persiana antica. Il suo strumento, il setar (un liuto persiano a quattro corde ad accordatura variabile), viene accompagnato da due tipi di percussione: lo zarb (tamburo a calice della tradizione classica) e il daf (strumento tradizionale dei mistici kurdi). Le varie combinazioni di questi strumenti mirano a creare una musica ritmica, ma meditativa. Come cantante e suonatrice di setar ha vinto il primo premio al 4° On the Road Festival di Pelago (Firenze, 1992) ed ha partecipato a numerose rassegne di musica antica, medioevale ed etnica in Italia e all’estero tra cui: Musica dei Popoli (Firenze 1992), xxii Festival Cusiano di musica antica (Lago d’Orta 1995), Rocca in musica (Vignola 1995), Viator musicae (Bologna 1996), Musica per le stelle (Rosignano marittimo 1996), Tage der Mittelalterlichen Musik, vi festival internazionale (Nevenburg, Germania 1996), Rassegna Terra per Terra (Pistoia 1997), ix Rassegna Musica a Villa Patti (Caltagirone 1997), Rassegna Zampogna d’Oro (Erice 1998), Emmas World Music Festival (Olbia 1998), World Music Institute (New York 1999), Work Shop e Concert (Wellesley College Massachusetts 1999), Musica in Villa (S. Vincenzo a Torri – Firenze 2001-02-03).

 

Sepideh Raissadat, nata a Teheran nel 1980, è sorprendentemente dotata di una voce chiara e cristallina che cattura gli ascoltatori. A dodici anni ha cominciato a studiare lo stile Redif Avazi di Mahmoud Karimim con il maestro Parissa. A tredici anni ha iniziato a studiare setar con A. Tahmasbie e M. Shoari. Ha inoltre beneficiato della guida di maestri come H. Omoumi, R. Sodeif, M.-R. Shajarian, H. Alizadeh, J. Lashgari and H. Niknam. I. Barkhodr l’ha diretta nell’apprendimento del solfej, e P. Meshkatian nei suoi studi di musica. Nel 1991 ha inciso con M. Kiajee e in seguito con F. Lachini, J. Lashgari e I. Vaziri. Nel 2000 ha registrato Konj Sabouri in duetto con A. Rostamian e P. Meshkatian come compositore. Successivamente si esibita nel concerto Dastgah Rast Panjgah, con la collaborazione di A. Tahmasbi, D. Zargari, M.-R. Ebrahimi e H.-R. Khabbazi. Ha studiato Shiveh Taher-Zadeh con M. Fallah. Ha seguito i corsi di Tran Quang Hai in Canto armonico. Nel 2002 ha ottenuto il Diploma in Belle Arti, specializzandosi pittura. Attualmente studia Etnomusicologia all’Università di Bologna.

 

Mohssen  Kasirossafar (zarb e daf) nasce a Mashad (Khorasan,Iran) nel 1955. Inizia a studiare lo Zarb nel 1980 e nel 1983 incontra il Maestro Keyhan Kalhor e il Maestro Mohammad Reza Lotfi, con i quali comincia a perfezionare la tecnica; completa poi la sua formazione con il grande musicista Nasser Farhangfar. Dal 1979 vive a Roma, dove collabora, tra gli altri, con musicisti e compositori come Ennio Morricone, Giancarlo Schiaffini,Giorgio Battistelli, Angelo Branduardi e Mauro Pagani. La sua attività si sviluppa tra la musica persiana e quella di arte popolare, tra la musica medievale e quella rinascimentale, fino a quella contemporanea e sperimentale. Attualmente, oltre alla carriera di musicista, si dedica all’insegnamento e alla liuteria.

 

Pejman Tadayoun è nato a Isfahan, Iran, nel 1977. Ha iniziato a studiare il radif di musica Persiana in giovane età a Tehran dal M° Hemmati (setar e tar). In questi anni ha collaborato con vari musicisti, tenendo concerti in tutto l’Iran e in particolare a Teheran e Isfahan, specializzandosi nell’esecuzione del tar, e cercando di sviluppare un approccio personale alla tradizione musicale iraniana. Recentemente si è trasferito a Firenze dove sta studiando all’Accademia di Belle Arti e perfezionandosi alla Scuola di Musica di Fiesole.


Come arrivare alla Villa di Vico

 

1) Da Scandicci (percorso di campagna, ca. 12 Km.):

– Attraversare Scandicci fino alla Piazza del Vingone;

– Prendere in direzione di Roveta, Mosciano, San Vincenzo a Torri;

– Dopo ca. ½ km s’incontra una Pagoda cinese: proseguire a destra;

– Dopo circa 5 km., in prossimità della Taverna del Diavolo, la strada si biforca: proseguire a sx, verso Cerbaia, Montelupo, S. Vincenzo a Torri;

– La strada prosegue in discesa fino a S. Michele a Torri: per arrivare alla Villa di Vico ancora ca 2 km., fino a che non si incontra Via Empolese (sulla dx un lago);

– Svoltare a dx e proseguire per ½ km. fino al cartello di San Vincenzo a Torri, subito dopo il quale, sulla destra, si imbocca Via del Lago, una stradina non asfaltata;

:-) Alla Villa di Vico si arriva dopo 800 m. e dopo aver superato tre gruppi di case.

 

(2) Da Firenze, Via Senese, P.zza Galluzzo, Cerbaia (ca. 20 Km.):

– Da Via Senese fino alla piazza del Galluzzo, dove si gira a destra, verso Cerbaia;

– A Cerbaia (20 minuti ca), si attraversa il paese in direzione San Vincenzo a Torri;

– Proseguire diritto fino ad incontrare il cartello di San Vincenzo a Torri, subito dopo il quale, sulla destra, si prende Via del Lago, una stradina non asfaltata;

:-) Alla Villa di Vico si arriva dopo 800 m. e dopo aver superato tre gruppi di case.

 

(3) Da Firenze, Ginestra F.na (Superstrada Firenze-Pisa-Livorno, ca. 22 Km.):

– Da Firenze prendere la Sgc Fi-Pi-Li e dopo circa 10 km. uscire a Ginestra F.na;

– Si prosegue svoltando a destra, in direzione di Cerbaia, San Vincenzo a Torri;

– Si attraversa il paese di Ginestra e di San Vincenzo a Torri (ca. 3,5 km);

– Alla fine del paese, sulla sx, in prossimità di un tabernacolo, si imbocca V. del Lago;

:-) Alla Villa di Vico si arriva dopo 800 m. e dopo aver superato tre gruppi di case.

Per informazioni presso la Villa di Vico:

055-769044

ksb@unifi.it

www.danielegarella.com/villavico/vico.htm

 

posto unico € 9,00

(prenotazione necessaria)

 

Nell’intervallo delle manifestazioni al pubblico sarà offerto un cocktail; i posti sono limitati, per cui si consiglia di contattare la Villa di Vico per prenotare o verificare la disponibilità.

 

 

 

 

 

le nostre manifestazioni sono patrocinate da