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Comune di Scandicci Assessorato alla Cultura |
e
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Villa
di Vico |

presentano
Musica
in Villa
xi edizione; 25 giugno-28 luglio
2004
Un incontro con l’Arte e con gli Artisti
in un luogo di pregio e di atmosfere naturali
Direzione artistica: Daniele Garella
Villa di Vico (dimora storica)
via del Lago 26 - San Vincenzo a Torri
per
informazioni
Ufficio
promozione culturale Comune di Scandicci: 055.7591260
Associazione
Villa di Vico: 055.769044
Programma
Venerdì 25
giugno, ore 21.15
Cantilena AntiquaOndas do Mar canti d’amore nel Mediterraneo del xiii secolo Stefano Albarello, controtenore e liuto;
Gianfranco Russo, viella Paolo Faddi, flauti e cialamello; Marco
Muzzati, salterio e percussioni Mercoledì 30 giugno, ore 21.15
Arabesque
l’esotico nella musica francese Bettina Hoffman, viola da gamba; Giulia
Nuti, clavicembalo Mercoledì 7
luglio, ore 21.15
Der Weg zur Sonate:
da Bach a Brahms Tasmin Waley-Cohen, violino; Gregorio
Nardi, pianoforte Lunedì 12
luglio, ore 21.15
MicrologusCanto Antico musica in Europa tra Medioevo e Rinascimento Patrizia Bovi, canto, arpa, tamburello Adolfo Broegg, oud, guinterna, liuto, vihuela Lunedì 19 luglio, ore 21.15
Neela
Bagwat in concert
Colours of Khayal la poesia dei Santi indiani Bhakti in musica Neela Bagwat, canto e sitar; Federico
Sanesi, tablas Mercoledì 28 luglio, ore 21.15 Ensamble OsciaghCanti della Persia mistica Farzaneh Joorabchi, canto e setar; Sepide
Rassadat, canto e setar Pejman Tadayoun, tar e setar; Mohssen
Kasirossafar, zarb e daf |
presenta
canti d’amore nel Mediterraneo del xiii secolo
Stefano Albarello, controtenore e liuto
Gianfranco Russo, viella
Paolo Faddi, flauti e cialamello
Marco Muzzati, salterio e percussioni

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La rosa en florese |
Tradizione Sefardita |
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Nawbat gribt l’hsin:
mishalija, btayhi |
trad. Arabo-Andalusa |
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De la gençor |
Berenguer
de Palou |
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Nawbat l’m’sarki: torchia |
trad. Arabo-Andalusa |
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Ondas do mar |
Martin Codax |
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San’a dary l’m’sarki |
trad. Arabo-Andalusa |
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Palästina Lied |
Walther
von der Vogelweide |
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Man did ei comigo |
Martin Codax |
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Nawbat gribt l’hsin: insiraf |
trad. Arabo-Andalusa |
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Tots temoros |
Berenguer
de Palau |
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Pesheref |
trad. Greco-Ottomana |
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Amuri amuri – Abenamar |
trad. Siciliana - Sefardita |
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Mia yrmana fremosa |
Martin Codax |
Nel
meraviglioso contenitore di profumi e di colori che è il Mediterraneo, la
Musica, oltre alle altre arti e scienze, si arricchì della fusione di culture
diverse e importanti; così la civiltà cristiana, quella ebraica e quella araba riuscirono
sapientemente ad amalgamarsi sia in Spagna sia in altre terre d’Europa come la
Sicilia e la Provenza. La poesia di autori galleghi e provenzali, tanto
struggente nella sua elementare nostalgia, si intreccia al suono degli
strumenti del ricco emirato Omayyade come le melodie andaluse e sefardite si
fondono con la tradizione cristiana della Catalogna e della Galizia. I brani
presentati nello spettacolo Ondas do Mar mostreranno una tradizione
culturale e un tempo storico in cui le dominazioni politiche non ostacolavano
gli scambi culturali tra i popoli. Ondas do Mar ci racconta di
questo momento magico, del xiii secolo,
portandoci in Spagna, in Sicilia, in Grecia e in Turchia. Verranno eseguite
composizioni profane e sacre che si mescolano nel rispetto delle diverse etnie
e dei diversi credo religiosi facendo scoprire relazioni, impensabili per
taluni, che si fanno esempio di pace e di fertili scambi per un mondo, il
nostro contemporaneo, spesso oppresso da stravolgimenti e da irriverenze
etniche e culturali.
L’Ensemble Cantilena Antiqua fondato da Stefano
Albarello nel 1987 a Bologna, è formato da musicisti specializzati
nell’esecuzione di repertori sacri e profani del Medioevo e del Rinascimento. Il
recupero avviene attraverso studi e ricerche sulle fonti musicali, ma anche
sulla letteratura e la storia dei periodi e degli argomenti trattati.
L’Ensemble è capace di trasformare i propri organici arricchendosi dei
contributi di specialisti sia in campo esecutivo sia in ambito teorico.
L’Ensemble utilizza copie di strumenti storici, sui quali approfondisce l’aspetto esecutivo tenendo presente anche i suggerimenti provenienti dalla tradizione musicale viva. L’organico strumentale si differenzia secondo le epoche trattate comprendendo liuti di varia taglia, flauti e bombarde, ghironda, symphonia, vielle, percussioni di varia provenienza, viole da gamba. Per le voci l’organico spazia secondo la polifonia affrontata.
“...La ricerca su cui si basa il nostro lavoro
affronta il repertorio antico attraverso l’analisi delle fonti e degli
ambienti, cercando un suono possibile e modificando l’organico (sia per le
voci, sia per gli strumenti) nel rispetto di esigenze dettate anche dai costumi
e tradizioni dei secoli trattati.”
“...I materiali che presentiamo cercano di
rappresentare i più diversi ambienti della cultura, proponendo scorci musicali
e quindi culturali di un patrimonio importantissimo e necessario per la nostra
esistenza.”
“...La conoscenza del passato storico è l’unica
solida base sulla quale costruire qualunque tipo di discorso rigorosamente teso
al riappropriarsi della tradizione culturale come alla riproposta di quel
patrimonio che le età precedenti ci hanno lasciato in eredità.”
L’Ensemble Cantilena Antiqua è presente nei
principali Festivals di musica antica italiani ed esteri oltre che in
prestigiose rassegne concertistiche e manifestazioni celebrative di rilievo
internazionale. Si è esibito tra gli altri in Belgio, Francia, Spagna, Croazia
e Slovenia, loro esecuzioni sono state trasmesse da varie emittenti
radiofoniche del mondo; hanno inoltre eseguito concerti per la Radio nazionale
italiana, belga e croata.
presentano
l’esotico nella musica francese

Bettina Hoffmann si è diplomata in violoncello alla Musikhochschule di Mannheim,
si è perfezionata in viola da gamba sotto la guida di W. Kuijken. Sia come
solista, sia come direttrice dell’Ensemble Modo
Antiquo è presente ai maggiori festival europei (Festival d’Ambronay,
Holland Festival Oude Muziek Utrecht, Tage Alter Musik Herne, Concertgebouw
Amsterdam, Amici della Musica di Firenze, Società del Quartetto di Milano,
Festival van Vlaanderen, Europäisches Musikfest Stuttgart, Ambraser
Schloßkonzerte Innsbruck, Europäische Festwochen Passau, Regensburger Tage
Alter Musik, etc.). È chiamata in veste di solista a prender parte alle
produzioni del Teatro alla Scala, del Maggio Musicale Fiorentino,
dell’Orchestra dell’Arena di Verona e dell’Orchestra Regionale della Toscana.
Tra la vasta produzione discografica (circa cinquanta Cd per Marc Aurel,
Opus111, Tactus, Amadeus, Nuova Era, Adda
e altri) sono da ricordare in particolare l’incisione delle sonate per viola da
gamba e clavicembalo di J. S. Bach, quella delle opere di Ortiz e Ganassi, e il
Cd dedicato a J. Schenck con le suites
per viola da gamba e basso continuo dagli Scherzi
Musicali op. vi. Nel 1997 e
nel 2000, con due incisioni di Modo
Antiquo, ha avuto la nomination
ai Grammy Awards. È docente di viola da gamba al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza; alla Scuola di
Musica di Fiesole insegna viola da gamba e musica d’insieme antica. È autrice
del Catalogo della musica solistica per
viola da gamba, uscito nel 2001 per la LIM. Ha curato l’edizione dell’opera
omnia per violoncello di D. Gabrielli per il Bärenreiter-Verlag, la prima
edizione italiana del trattato Regulae
Concentuum Partiturae di G. Muffat e l’edizione dell’opera per viola da
gamba di S. Ganassi. Recentemente è uscita la sua edizione in facsimile
(edizione s.p.e.s./Istituto
Italiano A. Vivaldi) e critica (edizione Bärenreiter) delle sonate per
violoncello di Vivaldi.
Giulia
Nuti è nata a Cambridge e cresciuta a
Firenze. Ha iniziato i suoi studi alla Scuola di Musica di Fiesole,
continuandoli alla Royal Academy of Music di Londra. All’ età di 15 anni è stata
ammessa come “Foundation Scholar” al Royal College of Music, studiando
clavicembalo, organo e fortepiano; si è laureata col massimo dei voti e la
lode, conseguendo i diplomi di Musica Antica e di Clavicembalo, vincendo
numerosi premi e concorsi. Al King’s College di Cambridge ha svolto una ricerca
sul basso continuo nell’Italia del Sei-Settecento, ottenendo un Master in
musicologia. Ha vinto la prestigiosa Churchill Memorial Fellowship per
proseguire i suoi studi, e pubblicherà presso la Scolar Press (Ashgate
Publishing) un libro sul basso continuo e sullo stile nell’accompagnamento
della musica italiana. Ha suonato con numerosi ensembles in concerti e
festivals in tutta Europa. Ha diretto, dal clavicembalo, le opere di Vivaldi Ottone in Villa, Giustino, e Tito Manlio, tutte trasmesse dalla Bbc. Ha inciso con Modo Antiquo, per
Amadeus e Tactus, i Concerti Grossi di Corelli , alcuni Cd di Cantate e Concerti di Vivaldi, la Juditha Triumphans, Arsilda e Orlando Furioso per la Wdr. Come solista ha tenuto numerosi recitals
a Cambridge, Londra, Bruxelles e Firenze. È direttrice artistica di Cròmata,
ensemble specializzato nella musica vocale del Seicento italiano, e ha inciso
il Cd Per la Santissima Natività per la Wdr.
Dal 1997 al 2000 ha insegnato clavicembalo ed è stata “College Musician” del
Queen’s College di Cambridge. Sotto gli auspici del Leverhulme Trust ha svolto
ricerche sulla musica cembalistica francese, studiando con F. Haas al
Conservatoire Royal de Bruxelles. È docente di clavicembalo e basso continuo
alla Scuola di Musica di Fiesole.
Tasmin Waley-Cohen, violino
Gregorio
Nardi, pianoforte
presentano
Der Weg zur
Sonate
da Bach a Brahms

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F. M. Veracini (1690-1768) |
Sonata in Mi minore |
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F. Schubert (1797-1828) |
Sonata in La maggiore |
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› intervallo š |
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J. S. Bach (1685-1750) |
Sonata n. 1, adagio e fuga (Bwv1001) |
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J. Brahms (1833-1897) |
Sonata n. 2 |
Tasmin Waley-Cohen, nata nel
1986, ha iniziato a suonare il violino all’età di tre anni. Ha studiato con M.
Beveschi e attualmente studia con I. Rashkovsky, con il quale proseguirà i suoi
studi al Royal College of Music. Ha seguito per diversi anni i corsi della Pro
Corda, la principale scuola inglese per giovani musicisti interessati al
repertorio di musica da camera, con la quale si è esibita anche nel concerto
celebrativo del trentennale della Scuola, presso la Wigmore Hall. Ha
partecipato al Bowdoin Summer Music Festival, al Keshet Eilon
Mastercourse, al Prussia Cove International Musicians Seminar
e all’Academie Internationale de Musique de Montpellier, dove ha
suonato con Ruggero Ricci e il quartetto Vermeer. Si è esibita, inoltre, in
diversi recitals in Inghilterra e Scozia e ha vinto varie competizioni a
Londra, raggiungendo nel 1999 le finali del concorso. Nell’agosto 2003 ha vinto
in Germania il Kloster Schoental International, ottenendo il
premio speciale per la Classica. È stata finalista per gli strumenti ad arco
nell’edizione 2004 del BBC Young Musician of the Year, edizione
trasmessa alla televisione e alla radio inglese.
Gregorio
Nardi è nato a Firenze nel 1964,
da una famiglia di artisti e di scrittori. Fino al 1987 i suoi insegnanti
furono i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi, un celebre duo pianistico formatosi
alle scuole di G. Buonamici, di E. Consolo, di F. Busoni. Dal 1980 ha studiato
anche con W. Kempff, del quale è stato l’ultimo allievo, e con T. Diette. Ha
seguito i corsi di storia della musica di M. Fabbri; quelli di direzione
d’orchestra di F Ferrara; quelli di composizione di L. Zangelmi. I suoi primi
successi sono stati ai concorsi internazionali Artur Rubinstein (Tel
Aviv, 1983) e Ferenc Liszt (Utrecht, 1986). In seguito, numerosi
concerti – trasmessi più volte da radio, televisione e via internet – l’hanno
fatto conoscere in tutta Europa. Ha inoltre approfondito la pratica degli
strumenti originali ed è stato più volte invitato in Francia e in Italia da P.
Herreweghe. La sua prima registrazione (Liszt: Réminiscences des Puritains,
Dynamic) è stata scelta da J. Methuen-Campbell (Gramophone, 1990)
tra le migliori pubblicazioni dell’anno. Ha inciso per la Phoenix altri due
dischi lisztiani (Le Composizioni Religiose per Pianoforte; Vom Tode)
e, in prima assoluta, composizioni del giovane Schumann (Fantaisies et
Finale; Variations Pathétiques), di Schönberg (A. Schönberg/A.
Webern, 17 Frammenti - 5 Composizioni). Nel 1994 ha realizzato un ciclo
sulla Storia della Musica per Pianoforte per il Bayerischer Rundfunk.
Dallo stesso anno è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale di Santa
Cecilia a Crevole (Siena). Ha tenuto Master Classes e letture
universitarie in Italia e in Israele; lezioni su Schumann e il Romanticismo (Scuola
Normale di Pisa), e su Busoni e i suoi allievi (Ecole Normale Supérieure
de Musique a Parigi); conferenze-concerto su A. Savinio (Düsseldorf, 2001; Lenbachhaus
a München, 2002) e su A. Böcklin (Basilea, 2001), espressioni del suo vivo interesse
per il rapporto tra la musica, le arti visive, la letteratura. L’intento di
ampliare il consueto repertorio pianistico lo ha spinto a una intensa ricerca
di brani inediti, trascurati o sconosciuti: è stato così il primo interprete
dei 17 Fragmente di Schönberg, di brani del 900 storico italiano, di
autori contemporanei quali Pousseur e Berio, e di importanti inediti di
Schumann (Canoni, 6 Fughe, 6 Walzer, Papillotten, Burle, Variazioni su temi
di Weber, di Schubert, di Paganini ecc.), Brahms (2 Canoni,
Klavierstücke) e Busoni (Invenzioni, Etüden). Collabora, fino dalla
fondazione, con ICAMus (The
International Center for American Music) per la diffusione della musica
classica americana: la registrazione integrale dei Songs di C. Ives; la
prima esecuzione delle versioni inedite della Concord Sonata di Ives; i
cicli di Copland, Farwell e Bacon su poesie di E. Dickinson.
presenta
Musica in Europa tra Medioevo e Rinascimento
Patrizia Bovi, canto, arpa, tamburello
Adolfo Broegg, oud, guinterna, liuto,
vihuela

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Cantigas de amigo |
- Ondas do mar de Vigo - Mandid’ ei comigo - Mia yrmana fremosa - Ay Deus - Ay ondas - Quantas
sabedes amar amigo |
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Kharjas |
- Garid bos, ay yermanellas - Tanto amar, tanto amar (Yosef Al-Katib; xi sec.) |
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Il Trecento a Firenze |
- Salterello (danza di anonimo) - Non so qual' i' mi voglia (ballata di Lorenzo Masi su testo del Boccaccio) - Mille merçe amore (ballata di Guglielmo de
França) |
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L'Europa del primo Rinascimento |
- Falla con misuras (bassa danza
sul tenor di Spagna) - Fate d'arera (canzona alla calabresa) - De touts biens plaine - Amor che t'ho fatt'io (strambotto) - La vida di Colino (canzone a ballo) |
Patrizia Bovi, nata ad Assisi, ha seguito i corsi di canto al Conservatorio Morlacchi
di Perugia e si è specializzata con S. Pezzetti. Parallelamente si è occupata
di musica medievale e rinascimentale con l’Ensemble Alia Musica di Milano e
seguendo seminari sulla vocalità antica. Interprete di Monteverdi e del
repertorio italiano del xvi e xvii sec. canta nel Ballo delle
Ingrate, Combattimento di Tancredi e Clorinda, La Dafne di M.
da Gagliano, Le musiche sopra l’Euridice di J. Peri, La morte di
Orfeo di S. Landi. Nel 1984 è tra i fondatori dell’Ensemble Micrologus, e
frequenta i corsi di musicologia a Certaldo, tenuti da F. A. Gallo, A. Ziino,
N. Pirrotta, G. Cattin, J Nadas. Nel 1990 entra a far parte del Quartetto
Giovanna Marini, e partecipa a tutte le sue creazioni e tournèe. Nel 1997
partecipa alla creazione Il Laudario di Cortona con l’Ensemble Organum
diretto da M. Perès. Nel 1998 inizia una collaborazione con D. Fabris sul
repertorio delle villanelle napoletane che porterà alla realizzazione di un cd
(Napolitane, Opus111) e di uno spettacolo con Pino de Vittorio e i
musicisti della Cappella della Pietà de’ Turchini (Diapason d’Oro dell’anno
1999). Nel 1999 con l’Ensemble Micrologus e il Quartetto Giovanna Marini dà
vita a un progetto Il Cantico della terra che si concretizza nella
realizzazione di uno spettacolo e di un progetto discografico Il canto della
Terra (Opus111 Naive). Nel 2000 con l’Ensemble Micrologus realizza
la registrazione integrale del Laudario di Cortona. A partire dal 2001 è
stata in residenza alla Fondazione Royaumont per la realizzazione di un
progetto su A. de la Halle, in collaborazione con l’Università della Sorbona,
Saint Denis e l’Università di Napoli, che ha portato all’allestimento del Ieu
de Robin et Marion. Nel 2003 è alla Citè de la Musique di Parigi con un
nuovo spettacolo sul repertorio iberico del xiii
sec. Nostra Donna. Come docente ha messo a punto un metodo
d’insegnamento relativo al canto medievale in rapporto alla musica
tradizionale, e tiene seminari in Italia e all’estero. Come solista ha collaborato
con diversi musicisti e istituzioni partecipando a oltre venti incisioni.
Adolfo Broegg si diploma nel 1983
in chitarra classica con C. Carfagna e nello stesso anno si avvicina alla
musica antica, studiando liuto rinascimentale con A. Damiani e musicologia con
i più importanti musicologi e interpreti medievalisti presso il Centro Studi
Ars Nova di Certaldo come in altri corsi di perfezionamento. Inizia così
rapporti di studio e di collaborazione con R. Clemencic, M. Collette, D.
Vellard, C. Young, J. Nadas, K. von Fischer, A. Ziino, G. Cattin, F. Gallo, N.
Pirrotta. Nel 1984 è tra i fondatori dell’Ensemble Micrologus, gruppo per lo
studio e l’interpretazione della musica medioevale italiana ed europea. Nel corso della sua intensa attività artistica, il
Micrologus ha avuto modo di presentare le proprie ricerche ed interpretazioni
in concerti, spettacoli e seminari in Italia e all’estero (Europa, Giappone,
Canada) ed ha anche inciso, tra le altre, le colonne sonore dei film Ragazzi
fuori di M. Risi e Mediterraneo di G. Salvatores, Premio Oscar 1992.
Con l’Ensemble Micrologus Broegg ha registrato sino ad oggi 12 Cd, vincendo diversi premi discografici
internazionali e, per due volte, il Diapason d’Or dell’anno. Come solista ha
collaborato con diversi musicisti partecipando ad oltre venti incisioni. Nel
campo della musica antica, ha svolto inoltre attività seminariale e di
formazione e specializzazione, sia come liutista sia come musicologo, presso
importanti strutture internazionali, tra le quali la Cité de la Musique di
Parigi, il Centro Internazionale di Ricerca sulla Musica Medievale di Royaumont
e nell’ambito dei Corsi Internazionali della Fondazione Italiana per la Musica
Antica di Urbino.
Neela Bagwat, canto e sitar
Federico Sanesi, tablas
presentano
la poesia dei Santi indiani Bhakti in musica

Khayal è la forma più sviluppata di musica
classica indiana, e unisce tre elementi, rispettivamente il Raga (ossia la melodia),
il Taal (il ritmo) e il testo poetico. Khayal cerca di fondere questi tre
elementi in un processo di improvvisazione del canto. In tal modo, è in grado
di far nascere un processo creativo nel quale il cantante solista ha occasione
di assimilare l’espressività della tradizione con l’intensità della propria
personale creatività. Questa è la ragione per cui la musica Khayal è, allo
stesso tempo, espressione della tradizione come dei propri sentimenti.
Conoscendo profondamente la tradizione Khayal il cantante può produrre quindi
delle composizioni legate contemporaneamente alla tradizione e al conteso della
propria esistenza. Neela Bhagwat si è a lungo perfezionata nella tradizione
Khayal ed ha composto brani basandosi sulle poesie spirituali dei Santi indiani
del Medioevo. Nel suo programma presenterà il Khayal tradizionale e i Canti dei
Santi. Sarà accompagnata al Tabla da Federico Sanesi, discepolo di Shankar
Chatterji, con il quale collabora da cinque anni.
Neela Bhagwat nasce a Puna in India nel 1942. Ha studiato sanscrito, marathi e
sociologia all’Università di Bombay. Musicalmente si è formata nello stile
Jaipur con T. Tilak, e nello stile Gwailor con S. Arolkar e G. Balaporia. Ha
inoltre studiato danza Kathak con L. Maharaj e teatro con S. Dube. Dal 1979 ha
tenuto concerti a Bomaby, Pune, Calcutta, Madras, Bangalore, Delhi, Jaipur e
molte altre città dell’India. Ha collaborato con A. Sajyeeram ad un programma
di musica Hindustani e Carnatic e ha presentato più volte programmi musicali
incentrati sulla poesia dei grandi Santi indiani Bhakti. Ha inciso svariati Cd per case discografiche indiane,
francesi e inglesi. Sue esecuzioni sono state diffuse dalle maggiori radio e
televisioni indiane e asiatiche. Ha inoltre partecipato come cantante ad una lunga
serie di film, come Khayal Gatha, diretto da K. Shahni, In the Name
of God, diretto da A. Patwardhan, Janmadinam, diretto da S. Josson,
con i quali ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Ha inoltre
composto colonne sonore per diversi film indiani. Ha tenuto anche corsi di
Sociologia della musica in varie università indiane, ed ha condotto workshops
indirizzati soprattutto all’infanzia e alle donne. A partire dagli anni 90 ha
compiuto tours in Asia ed Europa, ricevendo premi e onorificenze.
Federico Sanesi nasce a Milano nel
1963, dove studia percussione in giovane età. Nel 1980 intraprende lo studio
delle Tablas con il maestro Shri Sankha Catterjee (Rabindra Bharati University
e i.i.m.c. a Berlino e a Venezia).
Approfondisce lo studio delle tradizioni percussive indiane studiando Karnataka
con il maestro K. P Anilkumar (Kalakshetra Academy, Madras). La sua formazione
musicale é volta alla ricerca etnomusicologica ed allo studio delle tradizione
extraeuropee: studia Darabuka e tecniche su tamburi a cornice di diversa
provenienza. Il suo lavoro di
musicista si volge all’integrazione di diverse culture e linguaggi musicali ed
extramusicali come teatro, danza, cinema, arti visive e poesia. Svolge
un’intensa attività concertistica e discografica sia in Italia, sia all’estero.
Insegna Tabla al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Ha collaborato per
la musica indiana con: P. H. Chaurasia, B. Kumar Pal, U. N. Khan, V. Mallik, M.
Chattopadhyay, A. Catterjee, N. Sala Grau, M. Moglia, M. Tiwari, S.
Bandyopadhyay, S. Catterjee, S. Capekar, S. Ghorn, S. Ghosh, N. Bhaghavat, A.
Cuni, ecc... Altre collaborazioni importanti: D. Saluzzi, J. Taylor, P. Fresu,
A. Salis, R. Sanesi, M. DeVito, P. Dalla Porta, F. di Castri, K. Binder, R.
Luppi, F. Grillo, L. Garau, M. Pisati, V. Zitello, E. Favata & Jana, F.
Grillo, A. Salis, R. Tesi, S. Namchylak, F. De André, I. Fossati, e molti
altri.
28
luglio, ore 21.15
presenta
Farzaneh Joorabchi, canto e setar
Sepideh Raissadat, canto e setar
Pejman Tadayoun, tar e setar
Mohssen Kasirossafar, zarb e daf
Ecco la tradizione millenaria dei suoni e delle poesie che non abbandonano
la filosofia mistica persiana (Erfan): una musica che viene tramandata da una
generazione ad un’altra, superando la prova del tempo, e che costituisce un
valore inestimabile per l’identità culturale dell’Iran. I componenti del gruppo
Ensemble Osciagh, uniti dalla passione per la tradizione musicale persiana,
propongono, sotto forma di concerto, un repertorio di musiche vocali e
strumentali, con il rigore esecutivo ed interpretativo proprio di questa
raffinata ed antica espressione artistica.
La nostra musica viene dalla lontana Persia, i
nostri canti viaggiano nella antica poesia mistica Persiana. Canti d’amore e
canti augurali per festeggiare le nozze; lamenti, ninne nanne e canti per la
nascita; canti legati alla coltivazione del grano (gole gandom, il fiore del
grano). I nostri ritmi festosi percorrono le danze meditative di Daravish. I
nostri strumenti musicali raccontano una storia antica di suoni. E i nostri
costumi presentano un mondo di colori e di ricami.
Il concerto proposto possiede un programma ricco e articolato, capace
di coinvolgere lo spettatore: vi si trova il fascino della musica classica
persiana, fatto di melodie intime e di canti struggenti provenienti dalle
diverse regioni dell’Iran, uniti a vivaci ritmi danzanti modellati sulle
composizioni letterarie dei grandi poeti mistici iraniani, in un itinerario che
tocca le etnie e le culture di un paese leggendario dall’anima grande e
multiforme.
Farzaneh Joorabchi, cantante e strumentista persiana
nata a Teheran, ha studiato la musica classica persiana, perfezionando i suoi
studi con i maestri H. Alizadeh e M. Reza Lotfi; si è laureata in Architettura
presso l’Università di Firenze. La sua formazione musicale (sia strumentale,
sia vocale) è basata tanto sul radif (la musica classica persiana)
quanto sulle tradizioni dei popoli di varie regioni dell’Iran (Kurdistan,
Khorassan, ecc). Ne deriva una vocalità che sfrutta due tecniche diverse di
canto: una, in relazione al radif, usa il tahrir, uno stile di
vibrato peculiare della musica persiana, l’altra, in rapporto alla musica
popolare, usa il timbro naturale della voce. I testi che essa interpreta, come
vuole la
tradizione della musica eseguita, sono tratti dalla
poesia mistica persiana antica. Il suo strumento, il setar (un liuto
persiano a quattro corde ad accordatura variabile), viene accompagnato da due
tipi di percussione: lo zarb (tamburo a calice della tradizione
classica) e il daf (strumento tradizionale dei mistici kurdi). Le varie
combinazioni di questi strumenti mirano a creare una musica ritmica, ma
meditativa. Come cantante e suonatrice di setar ha vinto il primo premio
al 4° On the Road Festival di Pelago (Firenze, 1992) ed ha partecipato a
numerose rassegne di musica antica, medioevale ed etnica in Italia e all’estero
tra cui: Musica dei Popoli (Firenze 1992), xxii Festival Cusiano di musica antica (Lago d’Orta
1995), Rocca in musica (Vignola 1995), Viator musicae (Bologna
1996), Musica per le stelle (Rosignano marittimo 1996), Tage der
Mittelalterlichen Musik, vi festival
internazionale (Nevenburg, Germania 1996), Rassegna Terra per Terra
(Pistoia 1997), ix Rassegna
Musica a Villa Patti (Caltagirone 1997), Rassegna Zampogna d’Oro
(Erice 1998), Emmas World Music Festival (Olbia 1998), World Music
Institute (New York 1999), Work Shop e Concert (Wellesley College
Massachusetts 1999), Musica in Villa (S. Vincenzo a Torri – Firenze
2001-02-03).
Sepideh Raissadat, nata a Teheran nel 1980, è
sorprendentemente dotata di una voce chiara e cristallina che cattura gli ascoltatori.
A dodici anni ha cominciato a studiare lo stile Redif Avazi di Mahmoud
Karimim con il maestro Parissa. A tredici anni ha iniziato a studiare setar
con A. Tahmasbie e M. Shoari. Ha inoltre beneficiato della guida di maestri
come H. Omoumi, R. Sodeif, M.-R. Shajarian, H. Alizadeh, J. Lashgari and H.
Niknam. I. Barkhodr l’ha diretta nell’apprendimento del solfej, e P.
Meshkatian nei suoi studi di musica. Nel 1991 ha inciso con M. Kiajee e in
seguito con F. Lachini, J. Lashgari e I. Vaziri. Nel 2000 ha registrato Konj
Sabouri in duetto con A. Rostamian e P. Meshkatian come compositore.
Successivamente si esibita nel concerto Dastgah Rast Panjgah, con la
collaborazione di A. Tahmasbi, D. Zargari, M.-R. Ebrahimi e H.-R. Khabbazi. Ha
studiato Shiveh Taher-Zadeh con M. Fallah. Ha seguito i corsi di Tran
Quang Hai in Canto armonico. Nel 2002 ha ottenuto il Diploma in Belle Arti,
specializzandosi pittura. Attualmente studia Etnomusicologia all’Università di
Bologna.
Mohssen
Kasirossafar
(zarb e daf) nasce a Mashad (Khorasan,Iran) nel 1955. Inizia a studiare
lo Zarb nel 1980 e nel 1983 incontra il Maestro Keyhan Kalhor e il Maestro
Mohammad Reza Lotfi, con i quali comincia a perfezionare la tecnica; completa
poi la sua formazione con il grande musicista Nasser Farhangfar. Dal 1979 vive
a Roma, dove collabora, tra gli altri, con musicisti e compositori come Ennio
Morricone, Giancarlo Schiaffini,Giorgio Battistelli, Angelo Branduardi e Mauro
Pagani. La sua attività si sviluppa tra la musica persiana e quella di arte
popolare, tra la musica medievale e quella rinascimentale, fino a quella
contemporanea e sperimentale. Attualmente, oltre alla carriera di musicista, si
dedica all’insegnamento e alla liuteria.
Pejman Tadayoun è nato a Isfahan, Iran,
nel 1977. Ha iniziato a studiare il radif di musica Persiana in giovane
età a Tehran dal M° Hemmati (setar e tar). In questi anni ha
collaborato con vari musicisti, tenendo concerti in tutto l’Iran e in
particolare a Teheran e Isfahan, specializzandosi nell’esecuzione del tar,
e cercando di sviluppare un approccio personale alla tradizione musicale
iraniana. Recentemente si è trasferito a Firenze dove sta studiando
all’Accademia di Belle Arti e perfezionandosi alla Scuola di Musica di Fiesole.
Come arrivare alla Villa di Vico

1) Da Scandicci (percorso di
campagna, ca. 12 Km.):
–
Attraversare Scandicci fino alla Piazza del Vingone;
–
Prendere in direzione di Roveta, Mosciano, San Vincenzo a Torri;
–
Dopo ca. ½ km s’incontra una Pagoda cinese: proseguire a destra;
– Dopo
circa 5 km., in prossimità della Taverna del Diavolo, la strada si
biforca: proseguire a sx, verso Cerbaia, Montelupo, S. Vincenzo a Torri;
– La
strada prosegue in discesa fino a S. Michele a Torri: per arrivare alla Villa
di Vico ancora ca 2 km., fino a che non si incontra Via Empolese (sulla dx un
lago);
–
Svoltare a dx e proseguire per ½ km. fino al cartello di San Vincenzo a Torri,
subito dopo il quale, sulla destra, si imbocca Via del Lago, una stradina non
asfaltata;
:-) Alla Villa di Vico si arriva
dopo 800 m. e dopo aver superato tre gruppi di case.
(2) Da Firenze, Via Senese, P.zza
Galluzzo, Cerbaia (ca. 20 Km.):
– Da
Via Senese fino alla piazza del Galluzzo, dove si gira a destra, verso Cerbaia;
– A
Cerbaia (20 minuti ca), si attraversa il paese in direzione San Vincenzo a
Torri;
–
Proseguire diritto fino ad incontrare il cartello di San Vincenzo a Torri,
subito dopo il quale, sulla destra, si prende Via del Lago, una stradina non
asfaltata;
:-) Alla Villa di Vico si
arriva dopo 800 m. e dopo aver superato tre gruppi di case.
(3) Da Firenze, Ginestra F.na
(Superstrada Firenze-Pisa-Livorno, ca. 22 Km.):
– Da
Firenze prendere la Sgc Fi-Pi-Li
e dopo circa 10 km. uscire a Ginestra F.na;
– Si
prosegue svoltando a destra, in direzione di Cerbaia, San Vincenzo a Torri;
– Si
attraversa il paese di Ginestra e di San Vincenzo a Torri (ca. 3,5 km);
–
Alla fine del paese, sulla sx, in prossimità di un tabernacolo, si imbocca V.
del Lago;
:-) Alla Villa di Vico si arriva dopo 800 m. e dopo aver superato
tre gruppi di case.
Per informazioni presso la Villa di
Vico:
055-769044
www.danielegarella.com/villavico/vico.htm
posto
unico € 9,00
(prenotazione
necessaria)
Nell’intervallo delle manifestazioni
al pubblico sarà offerto un cocktail; i posti sono limitati, per cui si
consiglia di contattare la Villa di Vico per prenotare o verificare la
disponibilità.
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